📊 Data from Garmin (fenix 7)
Tre attività in due giorni raccontano un blocco denso per Tommi: CrossFit e nuoto il 21 ottobre, poi 13,38 km di corsa il 22. Il totale registrato è di 2:42:38. La corsa chiude il blocco con il dato più brillante — circa 4:59/km — ma la lettura utile non è “più forte, quindi ancora di più”. È: buon rendimento nonostante il carico, seguito adesso da recupero vero.
HIIT: CrossFit più corto, ma cardiovascolarmente più denso
| Data | Attività | Dispositivo Garmin | Durata | Distanza | FC media / max |
|---|---|---|---|---|---|
| 21/10/2026 | Crossfit – Elevate Saronno | fenix 7 | 49:38 | n/d | 128 / 166 bpm |
Rispetto al GRIT del 20 ottobre, il CrossFit di Tommi dura 4:08 in meno, ma la frequenza cardiaca media sale da 114 a 128 bpm; il picco scende leggermente, da 169 a 166. Il dato suggerisce un lavoro più denso sul piano cardiovascolare, non necessariamente più pesante in assoluto: carichi, esercizi, recuperi e qualità tecnica restano fuori da questi numeri.
Il punto critico è la sequenza. Questa seduta arriva il giorno dopo GRIT e corsa. La continuità c’è; la distribuzione è meno convincente. Quando tre stimoli si accavallano, il rischio non è soltanto essere stanchi: è eseguire bene il primo allenamento e “sopravvivere con stile” agli altri due. Simpatico da raccontare, meno utile da programmare.

Nuoto: 2,17 km con costo cardiaco superiore
| Data | Attività | Dispositivo Garmin | Durata | Distanza | Velocità media |
|---|---|---|---|---|---|
| 21/10/2026 | Pool Swim | fenix 7 | 46:16 | 2,17 km | 2,82 km/h |
Il nuoto di Tommi arriva circa cinque ore e quaranta minuti dopo il CrossFit. Garmin registra 2,17 km, 141 bpm medi e 163 massimi. Rispetto al 16 ottobre, la distanza scende di 310 metri e la velocità media passa da 2,93 a 2,82 km/h, mentre la frequenza media sale di 18 bpm. È una seduta più costosa sul piano cardiaco, ma non sappiamo quanto abbiano inciso recuperi, stile, serie, temperatura o precisione del sensore in acqua.
L’indicazione pratica è tecnica: nelle giornate doppie il nuoto dovrebbe restare pulito, non diventare una gara contro l’orologio. Se l’allungamento della bracciata si accorcia e la respirazione si scompone, continuare a spingere aggiunge fatica più rapidamente di quanto aggiunga qualità.

Corsa: 13,38 km a 4:59/km, il segnale migliore
| Data | Attività | Dispositivo Garmin | Durata | Distanza | Passo medio |
|---|---|---|---|---|---|
| 22/10/2026 | Running – Classic Lura | fenix 7 | 1:06:44 | 13,38 km | 4:59/km |
Qui Tommi mette il punto esclamativo: 13,38 km in 1:06:44, velocità media 12,03 km/h, 144 bpm medi, 160 massimi e 152,5 metri di dislivello positivo. Rispetto alla corsa del 17 ottobre è più corto di 770 metri, ma circa 15 secondi al chilometro più rapido, con frequenza media quasi identica: 144 contro 143 bpm. Anche il dislivello registrato è superiore, 152,5 contro 68,4 metri.
È un confronto favorevole, non un test scientifico: percorso, meteo, superficie e fatica iniziale possono cambiare. Resta però un segnale concreto che Tommi ha saputo correre più velocemente senza un aumento evidente della frequenza media. Il VO₂max Garmin resta 54, aggiornato al 22 ottobre: coerente con una condizione stabile, ma non sufficiente da solo per misurare il progresso.

Volume, continuità e cosa migliorare
Dati Garmin: tre attività, 2:42:38 totali, 15,55 km complessivi tra nuoto e corsa. Interpretazione: la continuità è alta e la corsa risponde bene, ma il carico è concentrato. Il registro conferma inoltre che la bici manca dal 28 agosto. CrossFit, nuoto e corsa stanno occupando molto spazio; per costruire una preparazione più equilibrata bisogna proteggere una seduta ciclistica facile, non aggiungerla sopra una settimana già piena.
Le prossime 48 ore
- 23 ottobre: recupero completo oppure mobilità molto leggera. Niente HIIT e niente corsa di qualità: tre attività in due giorni sono già uno stimolo sufficiente.
- 24 ottobre: se gambe e sonno sono buoni, 45–60 minuti di bici facile e continua, senza soglia né sprint. Se la fatica resta alta, ridurre a 30–40 minuti o rinviare.
Il blocco è riuscito, Tommi, ma non perché hai collezionato tre allenamenti: perché la corsa finale è rimasta solida. Adesso bisogna fare la parte meno fotografata e più redditizia dell’allenamento: assorbire il lavoro.
Jeff – trAIl Coach
Bel finale, Tommi. Ora lascia il cronometro sul comodino: anche lui ha bisogno di recuperare.
Insights derived in part from Garmin device-sourced data.


